Elle avait beaucoup changé... (Fle B1 - B2 Plus-que-parfait, gérondif et participe présent)

Publié le 14 Septembre 2011

 

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Cet été, je suis allée en Ecosse et j'en ai profité pour retourner voir une chapelle que j'avais trouvée très belle la première fois que je l'avais vue. Je l'avais visitée par hasard, étant dans la région et ayant vu son nom sur un panneau, j'avais fait un détour pour y aller. J'avais lu peu de temps avant un petit livre qui en parlait et qui expliquait combien cette chapelle était intéressante. J'avais donc été très contente de la trouver sur mon itinéraire de vacances. 

 

Je vous parle de la chapelle Rosslyn, devenue si célèbre après la parution du livre Da Vinci code et davantage encore après la sortie du film avec Audrey Tautou et Tom Hanks. Quelle surprise j'ai eue en y retournant cet été ! La première fois, je l'avais visitée dans le silence et l'abandon, cachée derrière des échafaudages protégeant son toit abîmé. Mais cette fois-ci, un parking géant m'attendait à ses côtés. Une entrée pour touristes avait poussé avec une boutique de souvenirs contenant des livres traduits en 10 langues différentes, une expo expliquant les travaux en cours et l'argent nécessaire ainsi qu'un petit film où des historiens racontaient son incroyable histoire. Dans le magasin se poussaient à qui mieux-mieux des Allemands, Japonais, Américains et pas mal de Français.

 

 

La chapelle était bondée, les guides parlaient fort pour se faire entendre de tout le monde et les touristes remplissaient la carte mémoire de leur appareil photo.

Je suis partie un peu triste, maudissant les films américains et le tourisme de masse. Et puis, en m'approchant de la sortie, j'ai vu un panneau remerciant les visiteurs pour leurs dons qui permettaient de sauver la chapelle.

Car sans ce livre et ce film, cette chapelle serait probablement tombée en ruine et je n'aurais pas pu admirer son architecture lors de mon dernier passage. 

 

Alors, à votre avis, le tourisme de masse est-il une bonne chose ou non ?

 

Rédigé par frenchteacher (fle)

Publié dans #PETITE PHILOSOPHIE

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francesco 09/03/2016 23:12

Notung! Notung! (2014)

Un giorno rincasai dal mio lavoretto di artista, cantando una certa melodia. A quei tempi stavo scrivendo Qwerty #4 in cui affermo che la reincarnazione non esiste. Più tardi, con mia sorpresa, scoprii che cantavo una cosa di Riccardo Wagner senza averla mai udita prima: si tratta di un’Aria del Sigfrido, quando l’eroe si fucina la spada Notung mentre il nibelungo Mime ne medita la morte. Stessa melodia, ivi compresa quella particolare armonia di note discendenti, cantai con fervore. Ma a posteriori, chiedendomi se ciò non fosse dovuto solo a una coincidenza, mi dissi che l’averla, per così dire, rimembrata, ebbene era dovuto alla mia anima genetica, come se nel mio Io occulto vi fosse ascritto anche un ricordo amarissimo di tale musica tedesca, come se un mio parente stretto l’avesse udita dal grammofono a manovella di un Alto Comando allorché seppe che dei prigionieri italiani erano stati internati in un lager della Seconda Guerra Mondiale. Certo, la cosa sembra molto strana, ma per me le cose non accadono secondo illogicità, vi è sempre una causa. Forse fu a causa di qualche lettura di troppo; di sicuro un mio nonno finì in Germania e ci mancò poco che vi perdesse la vita, accusato di sabotaggio. E, poi, francamente mi pare incongruo che l’anima vaghi di usato in usato corpo, e non per via sessuata: se noi disponiamo di ricordi precedenti a questa vita lo dobbiamo grazie ai nostri stessi avi, che ci formano geneticamente per lo più con dei caratteri ereditari. Delle memorie del trapassato remoto non si dovrebbero ereditare altrimenti, come ragioni dolorose. Pertanto con questo mio scritto vado contro un certo modo comune di pensare, e per lo più dovuto a resoconti di cose sublimi dell’Oriente, di filosofie non mie. Esse sono pervase di un’aura di mistero, ma potrebbero essere verità impazzite, non conformi al reale. Io stesso in passato scrissi delle eresie, per lo più confluite in un libro innominabile. Scrissi, infatti, che quel Gesù, detto l’Unto, si era sposato a Cana, dove avvenne un miracolo (ora non so come l’acqua si trasformi in vino, ma suppongo che molti antichi romani, tra cui Caligola, si avvelenarono di piombo addolcendo il vino con barre di piombo, appunto, immersevi), che aveva avuto una figliuola di nome Sarah, riparata in Provenza con la madre dopo la sua dipartita, e che geneticamente essa avrebbe trasmesso il fattore di poter far nascere dei figli maschi virginalmente. Altresì, a quei tempi, mi chiedevo se la madre di quel messia sui generis fosse stata imparentata con il biblico Assuero grazie alla regina Ester: i vangeli non ci parlano della genealogia matrilineare, ma ciò potrebbe essere importante, perché un certo Dario, re dei re iranici, in passato nacque virginalmente e ciò fu registrato dai magi, i guardiani del fuoco sacro. È come se ci fosse tutta una covata di quegli eroi particolari, assunti alla gloria in circostanze particolari, come se dal lontano passato la cosa si ripetesse circa ogni duemila anni e coinvolgendo solo delle popolazioni della Terra, tra cui le indoeuropee. Un noto Buddha pare che sia nato da vergine, ed anche sposato, fu considerato un avatara, ossia nell’ultima reincarnazione; pure un certo Sai Baba scomparso di recente in India si dice che sia nato così, ma nel mondo greco-romano vi sono già tante figure nate da una vergine “fecondata” da un dio. Non guardiamo a questo o quel dio, mi dicevo, poiché Dio non esiste se non come proiezione della mente umana; guardiamo piuttosto ai fatti concreti, e, se non è impossibile a vergine di riequilibrare un gioco-forza perduto, allora esiste un’occulta ragione genetica, una cosa rara e molto sporadica, del fenomeno stesso. Ed è come se il mitico femminino avesse tirato fuori i muscoli in una società patriarcale di soprusi e privazioni per rivendicare un diritto esistenziale, ma leggerne, io, il profondo non so fare. Di certo, come rabbino itinerante, quell’uomo ebraico fu dotato di poteri taumaturgici, ma li credetti del tutto naturali, prodotti dall’eccessiva energia ribosomica delle sue stesse cellule animali ed ereditati dal parentado materno, inconsapevolmente. Sì, sì: c’è un padre putativo che gli dà tutto l’onore di genealogia maschile, ma ciò è fortuito e geneticamente i due hanno da spartirsi ben poco di mitocondriale... Naturalmente resteranno tutte delle illazioni, queste, e quasi sicuramente il Graal non tornerà a esistere; del resto ciò non fu nascosto nelle Americhe grazie ai pochi Cavalieri Templari scampati a pauroso eccidio, ma in un certo senso le pannocchie di mais scolpite nella Cappella di Rosslyn, presso Edimburgo, ci dicono che una flotta vi arrivò ben prima di Cristoforo Colombo. A ragionarci così, sulla stirpe di sangue di quel Gesù crocifisso e di una Maria citata dallo gnostico Filippo, negli Apocrifi, c’è tutto da perderci in un mondo assassino come il nostro, rinnovatosi solo a parole e con i suoi tabù. E che cosa esso covi da tempo non c’è proprio da chiederselo, sfruttando l’infelicità e l’ignoranza altrui con delle lobby. Anche la Chiesa di Roma per secoli è stata un oscurantismo con le Sue purghe, ci voleva quasi tutti analfabeti e comunque servi di una dottrina infallibile e sessista, ed era Lei a eleggere i nobili; ora fa la brava crocerossina che parla di pace, perdonanza e concordia, ma in vero è ancora una tigre che brucia d’ira in questa giungla d’asfalto. Sono indignato per tanta ipocrisia e a costo d’essere indigesto l’ho scritto. Per concludere dirò che la Storia che Cicerone considerava maestra di vita, sembra non aver riproposto che prepotenze; ahimè, un turbine di violenza farà sempre tribolare a causa di spiriti uterini poco consolatori, che si atteggiano come fossero la verità colata da un favo: questa traccia solo una sterminata via di croci irte di chiodi, che sarebbe meglio occultare con arte. Non parlatemi più di buon governo di Dio, né della parola che, nella sua sacralità, si è fatta come una spada solo per mortificare e dividere.